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11月27日 Aldo Moro, una tragedia italianaHo già scritto almeno due o tre interventi sulla storia di Aldo Moro. Oggi riprendo l’argomento perché domenica scorsa ho avuto la possibilità di assistere ad uno spettacolo teatrale dedicato proprio a questa drammatica pagina della storia d’Italia: “ALDO MORO – Una tragedia italiana”… Mi è piaciuto tutto, a cominciare dal titolo, che preannuncia con efficacia l’idea che sottende al lavoro teatrale scritto da Corrado Augias e Vladimiro Polchi e diretto da Giorgio Ferrara, ossia portare in scena quello che veramente rappresentano, per la nostra storia, i 55 giorni del rapimento di Moro e la sua tragica fine: per come si svolse la vicenda e per come si concluse, l’affaire Moro, come scrisse Sciascia è in effetti una tragedia tutta tipicamente italiana…una sorte di “guerra civile” tra i sostenitori della Pietas e quelli della Polis. Due visioni della vicenda a confronto, tra immagini dell’epoca, spezzoni del film di Martinelli e quello di Bellocchio, e la lettura delle lettere dal carcere di Moro affidata ad un “ispirato” Paolo Bonacelli ed il racconto di quello che accadeva nel Paese, del dibattito tra intellettuali e politici che viene percorso da Lorenzo Amato, sorta di voce fuori campo (ma in campo) che da vita, di volta in volta, ai pensieri di Sciascia, Pasolini e degli altri protagonisti di quella vicenda…il tutto incorniciato da una scenografia essenziale e davvero evocativa e capace di ricreare l’atmosfera carica di tensione e di ansia tipica delle tragedie greche e che di fatto si respirò in Italia di quei 55 giorni…Pietas o Polis?…
“Lo Stato Italiano è vivo!”…così ironicamente commentava Sciascia dinnanzi alla fermezza, mai dimostrata fino ad allora, con cui le massime cariche di governo e della DC scelsero di non trattare con le BR per la liberazione di Moro…la Ragione di Stato…
“Non creda la DC di aver chiuso il suo problema, liquidando Moro”…scrisse Moro in una delle sue ultime lettere, ormai conscio di essere stato abbandonato da tutti i suoi “vecchi a fidati” compagni …la questione morale…si condanna di fatto un uomo a morte perché lo Stato viva, o meglio sopravviva…
Lo spettacolo pone la domanda ma non da la risposta… Se fosse davvero una tragedia greca, potremmo dire che manca il Coro…spetterà poi allo spettatore, alla sua sensibilità e alla sua coscienza critica trovare una soluzione: Pietas o Polis? O meglio: davvero ci doveva essere una scelta o si sarebbe potuta evitare la morte di Moro e comunque non cedere alla forze dell’anti-Stato rappresentate dalle BR?
Moro, dal suo carcere, continuò fino all’ultimo a cercare una soluzione “politica”, di compromesso…Ma i suoi compagni di sempre dissero che egli non era più quello di prima, che probabilmente scriveva sotto dettatura delle BR, che probabilmente era minacciato…In realtà il problema vero era che ormai Moro aveva perso il suo potere, era diventato niente…e allora si fa presto a diventare forti, ad assumere posizioni di principio…si fa presto a mostrare coraggio e forza coi deboli, a sacrificare un uomo per la Ragione di Stato…
Salvo poi a fare scempio di quello stesso Stato così strenuamente difeso…Mi chiedo infatti…dov’era poi, la Ragione di Stato, quando cominciarono a scorrere fiumi di soldi, tangenti, mazzette, P2 e logge massoniche, conti neri, conti esteri?…forse è morta anche essa con Aldo Moro? Forse Moro aveva ragione quando scriveva che se non si fosse impedita la sua morte, per il Paese tutto si sarebbe aperto “una spirale terribile” che non si sarebbe potuta fronteggiare?
Si finse di scegliere la Polis, la Ragione di Stato, e di fatto non si fece altro che condannare un uomo a morte…E su tutto resta una domanda: chi è il vero responsabile della morte di Moro…certo le BR furono gli esecutori materiali…ma siamo proprio sicuri che il mandante stava nelle file dell’Anti-Stato, o possiamo pensare che ci furono diversi “Giuda” cui, anche oggi, bisognerebbe chiedere conto del loro agire? 11月19日 "Dammi fortuna..."...E JETTAMI A' MARI...
Che per i non residenti o provenienti dalle calabre terre vuol dire "Dammi un po' di fortuna e abbandonami pure in mare aperto...saprò come tornare a riva"...
Ma senza un po' di fortuna ragazzi, non c'è niente, ma proprio niente da fare...La riflessione può sembrare criptica, ma di più, per oggi non so dire...
Un solo pensiero, a Dilip...un ragazzo pieno di voglia di vivere e di conoscere, scoprire, stupirsi ed emozionarsi...Spero che tu da lassù continui a sorridere e gioire anche delle piccole cose, come hai fatto quaggiù...Hasta siempre, "Compagno78".... 11月15日 ...e chi l'avrebbe detto......ieri, tra un caffè di corsa tra i libri e il lavoro, ho beccato il Califfo in TV...diceva che per questa canzone gli hanno dato una laurea ad honerem in filosofia...ho voluto ripescare il testo e rileggerlo...e...porca miseria, ma c'hanno avuto ragione...costa dirlo, perchè Califano mi è sempre sembrato un po' un cafone... meglio, nn esattamente l'uomo ideale...però, devo ammettere che in questa canzone dice una grande verità...
Dedicata a tutti quelli che...che la pensano diversamente, sperando per loro che non si debbano ricredere in maniera troppo "brusca"....
"Tutto il resto è noia"
Si... d'accordo un incontro
un'emozione che ti scoppia dentro l'invito a cena dove c'e' atmosfera la barba fatta con maggiore cura la macchina a lavare ed era ora hai voglia di far centro quella sera si... d'accordo... ma poi tutto il resto e' noia no, non ho detto gioia ma noia noia noia maledetta noia si, lo so... il primo bacio, il cuore ingenuo che ci casca ancora col lungo abbraccio l'illusione dura rifiuti di pensare a un'avventura poi dici cose giuste al tempo giusto e pensi il gioco e' fatto e' tutto a posto
si d'accordo, ma poi... tutto il resto e' noia no, non ho detto gioia ma noia noia noia maledetta noia poi la notte d'amore per sistemare casa un pomeriggio sul letto le lenzuola color grigio funziona tutto come un orologio la prima sera devi dimostrare che al mondo solo tu sai far l'amore si d'accordo ma poi tutto il resto e' noia no, non ho detto gioia ma noia noia noia maledetta noia si d'accordo il primo anno ma l'entusiasmo che ti resta ancora e' brutta copia di quello che era cominciano i silenzi della sera inventi feste e inviti gente in casa cosi' non pensi almeno fai qualcosa si d'accordo ma poi tutto il resto e' noia no, non ho detto gioia ma noia noia noia maledetta noia ma noia noia noia maledetta noia....
11月14日 ...ma questi......sono davvero e resteranno per sempre i migliori anni della nostra vita???...
Caro Renato Zero, nn lo so...So che ho un sacco di cose da fare e voglia di farle zero...so che sto per affrontare l'ennesima selezione per un master e come al solito so che è un terno al lotto più che un esame...so che quando ho sentito che pure Padre Giancarlo Maria Bregantini ( il mio Vescovo) lascerà la Calabria, mi sono sentita molto più sola....so che quando ho saputo che si può morire a 28 anni solo perchè ci si trova al momento sbagliato nel posto sbagliato mi sono sentita più arrabbiata...so che quando ho rivisto tutto i miei amici ex erasmus mi si è riempito il cuore di gioia e mi sono sentita meno vuota...
So che devo conservare la speranza che l'anno che verrà sarà di certo il migliore della mia Vita...e se non quello, quello dopo... 11月6日 ...Lui forse......anzi quasi sicuramente non avrebbe gradito il clamore che certemente avrà la notizia della sua scomparsa...
ENZO BIAGI era un giornalista d'altri tempi, di quelli che seguivano l'etica e non le vendite, quelli che davano notizie e non vendevano fumo...testimone diretto e indiretto del secolo più breve e "epocale" che fin qui possiamo annoverare, lo ha sempre raccontato come lucidità e seria ironia...Adesso che lui non c'è più, rimangono i suoi libri e le sue cronache ed un grande insegnamento per tutti i giornalisti o coloro che tentano di esserlo...raccontare la vita, dare le notizie cercando di capire almeno una delle verità che dietro di queste si nasconde, con obiettività e senza pregiudizi, consapevoli della grande responsabilità di cui si è gravati nei confronti dell'opinione pubblica...Grazie, Enzo...noi lettori sentiremo la tua mancanza.
Calabria mon amour......e che ci posso fare, se è così è così---Torno qui per qualche giorno, ritrovo tutti, i mei genitori, mio fratello e i miei amici...il mio mare...e tutto va bene, e se nto una grande stretta al cuore e capisco quanto mi mancano questi momenti, queste situazioni lì a Roma, dov'è nn di certo posso dire che la mia vita sia vuota...ma non è come qui...è una strana sensanzione ragazzi, e nn so come spiegare...che noi calabresi secondo me ce l'abbiamo nel sangue...anche se sentiamo che qui non possiamo vivere, perchè non c'è lavoro, perchè non c'è prospettiva, alla fine forse solo perchè vogliamo sapere com'è fatto il mondo ( e non siamo in questi diversi dai tanti altri che si spostano per questi motivi...)...alla fine torniamo a casa e sentiamo come il "richiamo della terra"...teatrale come espressione, ma secondo me efficace...La Calabria è rimarrà sempre parte fondamentale del mio essere...e il mio mare resta sempre il più bello...
Cercami......non è una canzone...E' UNA PREGHIERA...
Cercami
come quando e dove vuoi cercami è più facile che mai cercami non soltanto nel bisogno tu cercami con la volontà e l’impegno...rinventami! Se mi vuoi allora cercami di più tornerò solo se ritorni tu sono stato invadente eccessivo lo so il pagliaccio di sempre anche quello era amore però... Questa vita ci ha puniti già troppe quelle verità che ci son rimaste dentro... Oggi che fatica che si fa come è finta l’allegria quanto amaro disincanto... Io sono qui insultami,feriscimi sono così tu prendimi o cancellami... Adesso si tu mi dirai che uomo mai...ti aspetti. Io mi berrò l’insicurezza che mi dai l’anima mia farò tacere pure lei se mai vivrò di questa clandestinità per sempre... Fidati che hanno un peso gli anni miei fidati e sorprese non avrai sono quello che vedi io pretese non ho se davvero mi credi di cercarmi non smettere no... Questa vita ci ha puniti già l’insoddisfazione è qua ci ha raggiunti facilmente... così poco abili anche noi a non dubitare mai di una libertà indecente io sono qui ti servirò ti basterò non resterò una riserva, questo no... Dopo di che quale altra alternativa può...salvarci! Io resto qui mettendo a rischio i giorni miei scomodo si perché non so tacere mai... Adesso sai senza un movente non vivrei..comunque. Cercami...cercami...non smettere
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