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25 octobre

Metrosessuale = fare sesso in un metro!


Se pensi che tutto il mondo sia sotto il tuo culo caro mio controlla bene che magari è un illusione ottica. Realtà aumentata. Prova a fare una foto con l’autoscatto. 5. 4. 3. 2. 1. Fai la faccina e guarda come sei messo. Cielo grigio piombo io non lascio che mi prenda. Due sono le cose, o siamo innovatori o adattatori precoci. O come dice una mia amica femminista sessista crudista tuttista: la missione è non scomparire. Se lo dici tu. A volte non ci restano che quei bassi slabbrati e tanto veleno. A sangue freddo, ma ancora vivo. Il culto della paranoia invernale non lo capirò mai, tanto più ora che anche l’influenza è un talent show, se la inventano a tavolino, ce la presentano, la celebrano poi arriva e indovina un po’ chi la piglia in culo? Curiamoci fuori dalle farmacie, abbracciati come fossimo un portafoglio. Il nostro patrimonio è tutto in quel metro quadro di sesso.

(da Rock.it - Ascoltaediffondi)
15 octobre

Anima

Ti sembran tempi questi per parlar dell’anima?...La domanda rimbalza qui e là nel mio cervello con un effetto dirompente…La radio ha appena snocciolato un lungo elenco di vittime di alluvioni, catastrofi ambientali, guerre e terrorismo…ma più che un doloroso rosario sembra una lista della spesa, a cui segue il jingle di una nota marca di gioielli. E poi, di colpo, parte il cd e una musica penetrante e inaspettata, come solo il jazz sa penetrare e sorprendere, introduce quella semplice e sconvolgente domanda…Ti sembran tempi questi, per parlar dell’anima?...i versi di Benni scivolano leggeri e si fanno strada facilmente tra i pensieri, e li ascolto come se fosse la prima volta… perché per la prima volta sono senza difesa. Riscopro di avere ancora un’anima….silenziosa, invisibile, paziente…ma presente, ed instacabile.

 

Ritorno col pensiero alle notizie appena ascoltate, provo a dare un volto alle vittime di quell’alluvione, di quella guerra, di quella tragedia…e sento il dolore che finalmente riesce a superare tutte le anestesie emozionali e sentimentali che i tempi moderni  mi hanno fornito…

Perché oggi funziona così. E’ come non avere il primo strato della pelle. E’ come dover vivere così, senza nessuna difesa per ogni cosa che arrivi addosso. I nervi sono tutti scoperti e si è sempre “esposti” a qualsiasi tipo di emozione o sensazione o avvenimento: è per evitare questo che ciascuno di noi costruisce delle difese, che lo aiutano a restare indifferente anche alle notizie di catastrofi, e anzi tende a “spettacolarizzare” gli eventi drammatici. Così, una strage si inserisce tra l’antipasto ed il primo piatto del pranzo, e la guerra arriva sempre dopo il dolce. Mettiamo a tacere l’anima e “tiriamo” avanti, non vivendo… bensì stando al mondo: “ e si piange un attimo/poi ci si lava l’anima/ e si dimentica”.

 

Ma se la vita si agita e l’anima tace, l’equilibrio è una corda tesa…e troppo spesso noi siamo equilibristi con una gamba sola. E fortunatamente ci pensa la Vita a sconvolgere questo precario equilibrio…e possono bastare pochi, semplici versi di una poesia per richiamarci al nostro dovere ontologico di essere umani…per ritrovare l’ anima e la capacità di provare dolore, indignazione rabbia...e anche stupore, emozione…amore: “Io l’ho vista una volta la mia anima/mi era uscita di bocca/ come il fumo di un sigaro/ mi ha chiesto se ero/ stanco di vivere/ho detto: sì/ ma vorrei insistere”