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    January 30

    - Francesco De Gregori - "Sempre e per sempre"

     
    ...e il vero amora può nascondersi, confondersi...ma non può perdersi mai...
    SEMPRE E PER SEMPRE, se mi cercherai...dalla stessa parte mi troverai...

    January 27

    27 gennaio: GIORNATA DELLA MEMORIA

    mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se possibile: ebrei, ariani, neri o bianchi.

    Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti così. Vogliamo vivere della reciproca felicità, ma non della reciproca infelicità. Non vogliamo odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca ed è sufficiente per tutti noi. La vita può essere felice e magnifica, ma noi l'abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso l'infelicità e lo spargimento di sangue.
    Abbiamo aumentato la velocità, ma ci siamo chiusi in noi stessi. Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'abilità ci ha resi duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Più che di macchine abbiamo bisogno di umanità. Più che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita sarà violenta e tutto andrà perduto.

    L'aviazione e la radio hanno ravvicinato le genti: la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà dell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. La mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che costringe l'uomo a torturare e imprigionare gente innocente.

    A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L'infelicità che ci ha colpito non è che un effetto dell'ingordigia umana: l'amarezza di coloro che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini passerà, i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornerà al popolo. Qualunque mezzo usino, la libertà non può essere soppressa.
    Soldati! Non consegnatevi a questi bruti che vi disprezzano, che vi riducono in schiavitù, che irreggimentano la vostra vita, vi dicono quello che dovete fare, quello che dovete pensare e sentire! Non vi consegnate a questa gente senz'anima, uomini-macchina, con una macchina al posto del cervello e una macchina al posto del cuore!

    Voi non siete delle macchine! Siete degli uomini! Con in cuore l'amore per l'umanità! Non odiate! Sono quelli che non hanno l'amore per gli altri che lo fanno.
    Soldati! Non combattete per la schiavitù! Battetevi per la libertà! Nel diciassettesimo capitolo di san Luca sta scritto che il regno di Dio è nel cuore degli uomini.
    Non di un solo uomo, non di un gruppo di uomini, ma di tutti voi. Voi, il popolo, avete il potere di creare le macchine, di creare la felicità, voi avete la forza di fare che la vita sia una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia, usiamo questa forza, uniamoci tutti e combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia agli uomini la possibilità di lavorare, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.

    Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Mentivano: non hanno mantenuto quella promessa e mai lo faranno. I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavo il popolo, allora combattiamo per quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, l'avidità, l'odio e l'intolleranza, combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere.
    Soldati uniamoci in nome della democrazia!

    Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia, guarda il cielo.

    Hannah! le nuvole si disperdono, comincia a splendere il sole. Poi usciremo dall'oscurità verso la luce, vivremo in un mondo nuovo, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio e della loro brutalità..
    Guarda il cielo, Hannah! L'animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare sull'arcobaleno.
    Guarda il cielo, Hannah! Guarda il cielo!

    Charlie Chaplin - IL GRANDE DITTATORE -

     
    January 24

    due bicchieri, una vita...

    ancora un sorso
    seduta a quel tavolo non ricordo da quanto...da sempre?
    sbircio facce, parole, gesti...e me
    in silenzio ascolto mezze frasi,
    gocce di parole, tintinnio di voci
    vedo mezzi busti, baristi e bari
    mi confondo tra bicchieri mezzi vuoti, mezzi pieni
    com'è il mio bicchiere?
    il mio bicchiere è solo mezzo....
    il mio bicchiere è un mezzo
    vuoti di memoria di vuoti a perdere
    facce imbrattate di fumo e di tempo sprecato,
    scolato, trangugiato
    musica appoggiata li,
    non importa chi canta è solo un sottofondo di bicchiere
    pensieri sheckerati ...
    pensieri spezzati, consumati, riciclati
    noiosi echi
    la mia voce rimbalza, sbatte sul bordo del bicchiere,
    inciampa e precipita giù, affoga
    il dito nel bicchiere
    giro cubetti di ghiaccio,
    un gesto
    per non bere?
    per non pensare?
    ...solo un gesto
    un colpo di mano, cristallo che cade...
    pensieri in frammenti... fra-menti dementi.....ancora un sorso

    Testo: Ema - Lato B

     

    January 22

    sdrammatizziamo un po'?

     
    Nella foto: Obama (a sx) Berlusconi (a dx) e Brunetta (al centro)
    January 18

    mescolate tutto...

    Il mio post di questa tranquilla domenica di gennaio, nasce da almeno tre eventi: oggi ho rivisto lo spettacolo della Cortellesi, "Gli ultimi saranno ultimi", ieri sera ho visto "Come Dio comanda", di Salvatores-Ammaniti...e sempre ieri sera ho appreso da mio padre che il Milan sta cedendo Kakà ad una squadra inglese, e che il giocatore avrà uno "stipendio" di circa €200.000...ALLA SETTIMANA!...
     
    Ecco, appresa questa notizia, sono uscita già abbastanza "incavolata" per andare a cinema...il film è molto bello, davvero intenso e forte (quasi quanto il libro) e mi ha lasciato dentro un forte senso di disagio ed agitazione...e poi stamattina ho rivisto la Cortellesi..sapete di cosa parla il suo spettacolo?E' la storia di Luciana, ragazza che sta per diventare madre e che appena da la notizia in azienda viene licenziata...no, devo correggermi...non è un licenziamento, questa parola ormai non si sente più, troppo brutta, e troppo evocativa di lotte sindacali e disagio sociale...oggi si dice, che il contratto, che si rinnova di tre mesi in tre mesi, non sarà più rinnovato. Le parole cambiano, i risultati no. Miracolo delle politiche economico-sociali degli ultimi anni.
    Rabbia, disperazione...esperazione...spingono Luciana, ormai alla fine della gravidanza, a compiere un gesto folle, e una notte entra negli uffici dell'azienda con una pistola...
    La domanda che si pone alla fine dl testo teatrale la Cortellesi, è la stessa che mi sono posta io...Viviamo un momento davvero dificile, e la crisi economica internazionale sta avendo un effetto domino su tutti gli altri aspetti del nostro quotidiano,che per me è quello del ceto medio...ormai medio-basso?...La gente non arriva a fine a mese, almeno la stragrande maggioranza, le aziende chiudono, arriva la cassaintegrazione, non nascono più bambini, proprio perchè non si saprebbe come farli crescere e anche perchè le coppie non si incontrano praticamente più...ed anche se si incotrano si guardano bene dal darsi certezze affettive, che non sono supportate da certezze economiche. E poi però la notizia è che i tifosi del Milan sono in guerra perchè non vogliono che Kakà lasci la squadra. E chiedo: ma vi sembra normale che questo ragazzo, per giocare a calcio, riceva un compenso di 200.000 euro ALLA SETTIMANA, cifra che risolleverebbe l'economia di interi villaggi dei Paese terzomondisti?...E soprattutto, vi sembra "normale" che nessuno si preoccupi di dire che una cosa del genere è solo uno schiaffo alla povertà, è un'offesa per tutti quelli che fanno un doppio lavoro per crescere un figlio, che si sacrificano per una vita e tante volte sacrificano LA vita in lavori di schifo, senza mai avere certezze per il domani? VI SEMBRA GIUSTO?...vi sembra giusto che la maggioranza della popolazione modiale vive con 1 dollaro (forse) al giorno...e qualcuno pensi di pagare un giocatore di calcio con quelle cifre?!..e che nessuno si permetta di ricordarmi che il mondo del calcio è questo, che queste cose accadono da sempre, da anni...perchè se è così lo è anche per quello che si è detto: nessuno commenta la cosa, la vera notizia è che Kakà sarebbe un mercenario del calcio!...quindi...anche noi abbiamo la nostra responsabilità, quando non ci indignamo più, quando non ci preoccupiamo più, quando non ci poniamo più domande...Lo so che i soldi non sno i miei, e che l'emiro che sta facendo questo "investimento" non li avrebbe comunque spesi in atti di magnanimità, ma comunque riflettendo su queste cose sempre più mi chiedo, così come fa la Cortellesi...quanto tempo ancora dovremo aspettare prima che l'esasperazione ci conduca tutti a compiere atti che mai avremmo pensato, quanto tempo ci vuole ancora perchè chi ha fame decida di prenderselo con la forza il pane che gli spetta? quanto tempo ci vuole ancora affichè questa massa informe che è il buon caro ceto medio ormai decaduto (e che nessuno dica proletariato, che fa un effetto peggio di licenziamento) capisca di essere in maggioranza e cominci ad organizzarsi davvero per chiedere una più valida applicazione del concetto di "redistribuzione sociale della ricchezza", che nell'idea di molti va a braccetto con l'idea di Stato democratico?
    January 17

    e chi poteva immaginarselo!

     
    ...grazie Ciccio!...
     

    "Non c'è alcun rapporto fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Quelli sono un legume appartenente alla famiglia delle asparagine, credo, ottimo lessato e condito con olio, aceto, sale e pepe. Alcuni preferiscono il limone all'aceto; anche eccellente è l'asparago cotto col burro e condito con formaggio parmigiano. Alcuni ci mettono un uovo frittellato sopra, e ci sta benissimo. L'immortalità dell'anima, invece, è una questione; questione, occorre aggiungere, che da secoli affatica le menti dei filosofi. Inoltre gli asparagi si mangiano, mentre l'immortalità dell'anima no. Questa, insomma, appartiene al mondo delle idee. Naturalmente, nel caso in esame, all'idea corrisponde un fatto. Da questo punto di vista si può dire che l'immortalità dell'anima è una qualità dell'anima, una proprietà peculiare dell'anima, un concetto insomma, il quale indica il fatto che le anime sono immortali. Siamo sempre ben lontani dagli asparagi.

    Altra differenza è che sono state scritte molte più opere sull'immortalità dell'anima che sugli asparagi. Almeno credo. Ancora: non tutti credono nell'immortalità dell'anima, mentre che degli asparagi e della loro esistenza tutti sono certi, nessuno dubita. Eppure la verità è proprio l'opposto: si può dubitare dell'esistenza degli asparagi, non dell'immortalità dell'anima. Tuttavia, anche così, tra gli uni e l'altra c'è un enorme divario.

    Ciò senza dire d'infinite altre differenze fra quelli e questa.

    Vediamo ora se e in quali direzioni si possano ricercare punti di contatto fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima. Questa e quelli possono generalmente considerarsi cose gradevoli. Difatti, se l'anima non fosse immortale, nulla resterebbe di noi e questo sarebbe molto sgradevole. Di tutt'altro genere è la gradevolezza degli asparagi, che graditi sono al palato.

    Mi accorgo che casualmente m'è venuta sotto la penna un'analogia del tutto accidentale fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima: m'è capitato, cioè, di dire che, se l'anima non fosse immortale, nulla resterebbe di noi; invece, essendo essa immortale, resta molto, resta la parte migliore di noi. Anche degli asparagi resta molto, purtroppo; ma al contrario di noi, non la parte migliore o più nobile. Anzi resta la peggiore, il gambo. Tuttavia, esso resta in misura considerevole, il che non sempre avviene nel caso d'altri vegetali già cotti, come, per esempio, gli spinaci, che sono interamente commestibili. Forse questo è l'unico punto di contatto fra l'immortalità dell'anima e gli asparagi e sono lieto di averlo trovato, sia pure involontariamente e per mero caso, perché questo dà un contenuto positivo all'indagine che ci eravamo proposti e ci procura dei risultati che vanno oltre le più ottimistiche previsioni. Ma, ripeto, è un contatto puramente formale ed esteriore, in quanto c'è una bella differenza fra l'anima e un gambo d'asparago! Non solo, ma questa analogia del tutto formale non è nemmeno esclusiva degli asparagi, poiché anche i carciofi si trovano nella stessa situazione, quanto a percentuale di scarto. Per concludere e terminarla con un'indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c'è nulla in comune fra gli asparagi e l'immortalità dell'anima."



    ...da:
    "Gli asparagi e l'immortalità dell'anima"
    di Achille Campanile
    1974 (Rizzoli)
    January 16

    e mi chiedo...

     
    E MI CHIEDO
     
    ...se il tuo sorriso può salvarmi
    se la tua voce può scaldarmi
    se il tuo corpo saprà farmi rinascere
     
    ...e mi chiedo
    se ancora posso vivere
     
    (pssC, 16.01.08 H 23.28)
     
    (...se solo non fosse anche questa un'illusione...)
     
     
    January 11

    ...Ciao, Faber...

      
     
     
    Quello che non voglio  (Stefano Benni)   

    Io non voglio morir cantante.
    Se al buon sonno del padrone
    servirà la mia canzone
    a gola storta voglio cantare
    ringhio di porco e romanze nere
    voglio svegliarvi col fiato ansante.
    Io non voglio morir cantante

    Io non voglio morir poeta
    di ogni passione sceglier la dieta
    gioia, amorini e dolori piccini da imbalsamare
    dentro il rimario della giuria al valor letterario
    coda di sangue alla mia cometa.
    Io non voglio morir poeta

    Io non voglio morire artista
    accucciato come un vecchio cane
    sotto il trono del re di denari
    tra leccaculi e cortigiane,
    che alle mie rughe voglion rubare
    fiori di gelo, dolore e fame,
    li accechi il fuoco della mia vista.
    Io non voglio morire artista

    E non voglio morire attore
    dentro lo schermo di un paradiso
    crocefisso a un finto sorriso
    di morte in ghingheri
    e ribelli servili,re dello schermo,
    generale dei vili.
    Ci sto davanti e voi, belle signore,
    guardate la scena dove gli mangio il cuore, perchè
    non voglio morire attore.

    E io non voglio morire libero
    se i begli alberi del mio giardino
    annaffia il sangue del mio vicino.
    Meglio la peste che l’ipocrita danza
    di vostra santa beneficienza.
    Chiudete la cella, lasciatemi stare
    di libertà vostra non voglio morire.

    Io non voglio far altro che vivere
    tra una corda e l’altra saltando dentro la cassa
    di una viola da gamba.
    Voglio ascoltare le voci di fuori
    ringhio di porco, voci di dama
    tamburo ligneo,amore che chiama
    e voci svezzate di cento popoli
    che dalla mia terra non voglio scacciare.
    Io voglio vivere, non ho altro da fare.

    E io non voglio che mi ricordiate nel trionfo,
    ma nella mia sera, nelle cose che dissi tremando,
    in ciò che suonai con paura.

    Povere genti che ai menestrelli credete,
    dimenticarvi di me non potrete.
    Ed io di voi scordarmi non posso
    dentro un tramonto feroce, rosso
    dentro un cielo di sangue e vino
    ascoltate come sembra il primo
    l’ultimo accordo che io imparai.
    Io non voglio, non voglio morire,
    e a morire non riuscirò mai.

     

    January 08

    COMUNICATO STAMPA DEGLI STAGISTI DEL CONSIGLIO REGIONALE CALABRESE...

     
    ..ADESSO DICIAMO ANCHE NOI LA NOSTRA, SE PERMETTETE!
     
    La Calabria chiama.. i più bravi rispondono”: questo lo slogan usato dal Consiglio Regionale della Calabria alla messa in atto di un poderoso programma di stages professionalizzanti, destinato prima a 250, in seguito allargato a 500, laureati calabresi di eccellenza. Il “Programma Stages 2008” è stato finanziato grazie al taglio alle spese della politica attuato dal Consiglio Regionale in risposta ad una imponente campagna stampa che ne ha svelato eccessi e storture nel corso degli ultimi anni.
    Circa duemila laureati di alto profilo - convinti dall’inedita possibilità di contribuire allo sviluppo socio-economico della Regione - hanno quindi voluto partecipare, rinunciando a lavori ed esperienze significative in altre realtà Italiane o straniere, a questa pregevole iniziativa propagandata come un importante segnale di decisa discontinuità con le antiche logiche assistenzialistiche e clientelari che, sacrificando merito e qualità, hanno determinato l’esodo delle menti migliori impoverendo il “nostro” patrimonio di risorse umane.
    Purtroppo queste promesse di riscatto sociale, di rivincita culturale, di libertà dalle logiche del passato, di opportunità formativa stanno assumendo i connotati dell’ennesima beffa ai danni dei cittadini calabresi, “giovani” professionisti che, credendo nel merito e nell’importanza dell’impegno, vedono tali valori infrangersi dinanzi a plateali manifestazioni del tradizionale pressappochismo burocratico che affligge le pubbliche amministrazioni regionali (e non solo).
    A pochi giorni dalla conclusione del primo trimestre, corrispondente alla fase di addestramento teorico presso le Università calabresi, il “Programma Stages 2008” è stato onorato in maniera puntuale e rigorosa esclusivamente dai 500 stagisti che, frequentando quotidianamente l’iniziale percorso formativo trimestrale previsto dal Bando, fanno ricorso alle proprie risorse finanziarie o all’aiuto delle loro famiglie per sostenere i costi e gli oneri correlati agli spostamenti verso le tre sedi in cui si svolgono le lezioni ex cathedra. Queste ultime, seppur di alta qualità, si sono rivelate poco coerenti ai curricula personali degli stagisti e alle cinque aree tematiche previste dal Bando.
    Un generale senso di confusione sta disorientando i beneficiari di tale Programma. Troppe problematiche, causate dallo stesso Ente promotore, ossia il Consiglio Regionale, stanno minando la bontà di tale iniziativa: il bando di selezione chiaro e lineare nella determinazione dei criteri di ammissione (automatici ed oggettivi), diventa oscuro e lacunoso nella determinazione e previsione delle diverse fasi e delle varie modalità di esecuzione dell’esperienza formativa programmata.
    Ad oggi non vi sono adeguate indicazioni circa l’imminente assegnazione alle amministrazioni richiedenti e i compiti da svolgere così come appare incerta la possibilità di percepire quello che nasce come “Premio d’eccellenza” ossia il decantato e previsto compenso mensile di mille euro (per 24 mensilità a fronte di un impegno annuo di 1500 ore) previsto dal Programma e insistentemente propagandato dal Consiglio Regionale sin dalla Cerimonia di consegna del voucher realizzata il 25 luglio u.s. nonché in tutte le successive occasioni mediatiche. Durante le numerose occasioni di incontro con i Responsabili del Consiglio Regionale, tutti i tentativi degli stagisti di ottenere informazioni chiare e precise (firma del contratto, pagamenti, relativa tassazione, assegnazioni agli Enti ospitanti) si sono rivelati inutili: il primo pagamento bimestrale, effettuato in ritardo alla fine di dicembre, è consistito in una somma di € 675,9 mensili per 30 ore settimanali corrispondente ad un compenso orario di 5,6 euro e con una tassazione del 34% (Irap, Inail, Irpef)! Pare inammissibile che sia questa la retribuzione da destinare ai “migliori 500 laureati calabresi”!
    Da tali clamorosi e insopportabili accadimenti scaturisce la reazione del “Libero Comitato dei Beneficiari del Programma Stages 2008” delle cinque province calabresi che sente l’esigenza di denunciare all’opinione pubblica e alla società civile il clima di incertezza e di profondo disagio che snatura il progetto formativo e professionale. Tale Comunicato vuole essere un accorato appello verso tutti gli organi competenti e la “parte sana” della politica calabrese affinché si impegnino a sbloccare la situazione offrendo risposte concrete e certe, garantendo la stipula di un regolare contratto che renda merito a quanti hanno deciso di partecipare a questo bando credendo in quelle promesse che oggi non vengono mantenute.
    Il “Libero Comitato” si interroga sulle ragioni che stanno alla base delle scelte organizzative sin qui molto lacunose; sul perché a distanza di oltre due mesi dall’inizio del Programma Stages i pagamenti non ammontano alla somma prevista dal Bando; sull’obiettivo concreto che il Consiglio Regionale si è posto; sui contenuti del progetto a lungo termine che ci vede coinvolti; sul ruolo degli stagisti negli enti; sulla reale modalità per cui questa esperienza ci renderà dei professionisti migliori.
    Rispetto a questi interrogativi e a questo (strano) modo di valorizzare le eccellenze in Calabria, gli “stagisti” esprimono disorientamento e stanchezza. Bandi come questo, se gestiti male, rischiano di divenire “false opportunità”, “uffici di collocamento temporanei” che illudono migliaia e migliaia di giovani e brillanti cervelli, umiliandoli in un modo davvero poco degno di un Paese che voglia dirsi democratico, civile e moderno.
    Ben sapendo che il principale responsabile di questa incertezza e disagio è il Consiglio Regionale, tale appello è rivolto anche alla comunità scientifica e ai Rettori delle Università calabresi per richiamarli ad un maggior senso della responsabilità verso giovani che hanno contribuito a formare. Questo Programma sta screditando le Università in quanto “complici” di una gestione scarsamente proficua e poco attenta al raggiungimento dei dichiarati obiettivi formativi e professionalizzanti. I tre Atenei calabresi hanno il dovere morale di pretendere dal Consiglio Regionale una gestione più sana ed efficace delle iniziative che quest’ultimo mette in campo e che coinvolge attivamente risorse umane della comunità accademica. Tutto ciò non è tollerabile in una Regione che si vanta di mettere al centro del proprio impegno e delle proprie politiche di sviluppo la cultura e la ricerca, e soprattutto la valorizzazione dei giovani. Così facendo le Istituzioni Calabresi riescono a dare di se stesse soltanto una immagine negativa.
    In conclusione, si chiede che venga fatta chiarezza sulla gestione –  sin qui scarsamente edificante – del Programma Stages 2008 da parte di tutti coloro che a vario livello sono responsabili di questa situazione. Coerentemente con quanto pubblicizzato, ci si aspetta che il Consiglio Regionale cercherà di fare tutto il possibile per creare delle possibilità concrete di inserimento per i più meritevoli e quindi per concretizzare il rinnovamento dell'amministrazione calabrese.
    Ci si augura di ricevere risposte concrete e coraggiose soprattutto da parte del Presidente Bova il quale ha mostrato un enorme coraggio, il 25 luglio 2008, nel prometterci una Calabria diversa. Senza le certezze sopra menzionate, i “500 migliori laureati calabresi” fuggiranno, impoverendo ulteriormente il tessuto culturale e sociale della Calabria, da cui si sentiranno per l’ennesima volta traditi


    Firmato
     “Libero Comitato dei Beneficiari del Programma Stages 2008”

    January 05

    Oggi è il primo giorno del tempo che ci resta...

     
    ...e così è!!!...
    Ragazzi!!!...ma il nuovo anno è qui!...ma non l'avete notato?!...dai, anno nuovo, vita nuova..o no?
    Scherzi a parte...sono di rientro da un bellissimo capodanno in compagnia di amici ed amici di amici in montagna, con la neve e il freddo...insomma, un  inizio d'anno davvero bello e sereno, tra risate e giochi sulla neve...certo, anche qualche liido ed un raffreddore che non finisce mai...ma che c'entra! :-D ...la verità che anche se mi sono sciroppata più di mille km  tra treni ed autobus non importa...l'importante è stato ritrovare l'atmosfera, i volti, i sorrisi...i cuori che hanno reso indimenticabile il mio erasmus e gli anni successivi...
    E adesso si ricomincia...certo sembra un inizio in salita, ma che dobbiamo fare, abbiamo una vita da portare avanti...e quindi procediamo!!!
     
    BUON ANNO A TUTTI!!!